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ORIA STROBINO
BELLEZZA E SAPIENZA NELL'OPERARE D'ARTE
Straordinaria è la creatività femminile e
del pari straordinarie sono le doti alla creatività connesse: la curiosità, la
ricerca, la sperimentazione, l'intrapprendenza nel mettere in gioco le proprie
capacità e nel proporre le realizzazioni conseguenti. Sensibili, duttili,
intuitive, le donne sanno fondere la memoria del passato, inteso come patrimonio
di esperienze e di bellezze, col vivere nel presente, come protagoniste dirette
e operose, col proiettarsi nel futuro, di cui i figli sono personificazione.
Quante rinunce, poi, nel nome dei figli e quanta passione nel cominciare o
ricominciare, quando gli impegni familiari lo consentono! Queste erano le mie
riflessioni, mentre osservavo le opere di Oria e ne ascoltavo le vicende umane
ed artistiche.
Autodidatta, pur con alcune frequentazioni degli studi di Osvaldo Piraccini e di
Ugo Pasini, Oria, indotta da un inesauribile desiderio di scoprire, di
apprendere, di tradurre il proprio mondo interiore in forme e colori, ha messo a
punto e praticato le tecniche più varie: dall'acquerello alla sanguigna, al
carboncino, al pastello, alla pittura su vetro e plexiglas, dedicandosi anche a
tecniche del tutto innovative, quali l'acrilico su gesso, con effetto di
affresco o olio su lastre utilizzate per radiografie.
L'evidente perizia, tanto più ammirevole nella nostra contemporaneità, nel cui
ambito la manualità spesso viene considerata secondaria alla concettualità,
l'abilità, in altre parole, di resa prospettica, volumetrica, cromatica,
dinamica costituiscono il necessario supporto di un limpido figurativo,
piacevolissimo nella sua immediata leggibilità e nella ricchezza di valori
estetici e di eleganza, di armonia, di sapienze coloristiche, un figurativo di
cui, nel contempo, colpisce la pregnanza di significati. Tre le tematiche
predilette, anche se non esclusive, assunte quali proiezioni di quei concetti
artistici ed ispirativi sopra esposti : il volto femminile, i cavalli, la natura
morta.
I cavalli incarnano l'avvenenza delle forme e il movimento, soprattutto,
esprimono quell'aspirazione alla libertà, che emblematicamente è comune a
tante donne, e che Oria manifesta anche nella rappresentazione di marine.
L'immagine femminile è invece indagine di sè e insieme, per diretta
appartenenza, comunanza con l'universo dalle mille sfaccettature, dall'infinito
fascino. Le parole di Gozzano: "Donna: mistero senza fine, bello!" , possono
essere assunte a sintesi delle splendide composizioni di Oria, che predilige la
tavola lignea e la foglia d'oro per dar spicco a visi incisivi nella loro
distinta personalità, "moderni" nei lineamenti, franchi negli sguardi, diretti e
decisi.
Anche le Madonne, pur soffuse da una maggiore tenerezza e dolcezza, sono in
primo luogo donne.
Stupendo è questo connubio fra le figure angelicate (le ali sono sempre
presenti) che nel contempo sono pienamente responsabili della loro vita e
risolute ad esserlo, e nella tecnica antica e preziosa (il legno e l'oro),
risalente alla grande tradizione dell'arte duecentesca e trecentesca, la cui
adozione è ricerca, conoscenza acquisita dall'indagine di modelli illustri e,
insieme, esaltazione della bellezza e simbolo d'amore, di attaccamento alle
proprie radici.
Analoghe sono le considerazioni in merito alle nitide, raffinate nature morte,
il cui "sapore" pompeiano (più che ascendenza) è evidente. Personalmente ammiro
la scelta, che può risultare più anticonformista di quelle legate a tanta
contemporaneità o avanguardia esasperata, la scelta dicevo, di volgere la mente
e l'animo al nostro vastissimo retroterra culturale ed artistico, che
costituisce un patrimonio connaturato e spesso inconscio, facendolo rivivere e
reinterpretandolo con originalità e sicura personalità oltre che, lo sottolineo
ancora una volta, con salda disciplina e sapienza tecnica.
Oria è maestra nel saper fondere passato e presente: le sue opere ne sono
affascinante attestazione:
FLAVIA BUGANI
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