|
GALLERIA
VETRATE
TESSUTI
TROMPE
L'OEIL
CRITICHE
ARTICOLI
PENSIERI
Curriculum
home
e-mail
Lascia
un commento
| |
Scrivevo qualche tempo fa, a proposito della
pittura di Oria, sull'apparente esistenza, per l'artista, d'un doppio canale
inventivo. E, mediante qualche tentativo di decodificazione di certe opere,
forse le più riuscite, come in genere le "nature morte" mi veniva certamente da
considerare, mi dichiaravo convinto del fatto che proprio dall'osservazione del
vero e grazie all'utilizzo della citazione la pittrice traesse la linfa
energetica essenziale per la sua inventiva.
Fin dagli esordi, insomma, Oria aveva coscientemente tracciato il proprio spazio
creativo.
Da una parte l'irrinunciabile richiamo per la fisicità del reale con le sue
presenze quotidiane da trasferire sulla tela, dall'altra la fascinosa attrazione
per l'antico, grande dispensatore di forme e modelli pittorici.
E dunque oggi, di fronte alle opere più recenti di Oria, esprimo un pensiero di
apprezzamento per la sua ricerca di buona pittura, inesausta anche nelle odierne
immagini, così evidentemente, e non proprio a caso, nutrite di valori iconici.
Una pittura, nelle intenzioni dell'artista, destinata ad essere attraente, e che
si avvale quindi di espedienti tecnici, di nascosti processi esecutivi studiati
e preparati dall'autrice, come insegna la migliore tradizione della prassi
decorativa.
Gli affreschi murali trattati a frammento, non diversamente dalle icone
pennellate su vecchie tavole d'oro scolorato e logoro, costituiscono però anche,
per Oria, ideali mezzi d'espressione.
Ed ecco allora che su questi fondali così speciali, gli oggetti, le cose,
perfino certe figure, tutti sottratti al variare dell'atmosfera naturale, vivono
per loro segrete virtù.
Mostrandosi infine a noi, come Oria vuole, nella suggestiva dimensione
dell'incanto.
ORLANDO PIRACCINI
|