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Il rischio in cui può incorrere una pittrice come Oria Strobino è quello di subire una mutilazione di giudizio su una parte della sua articolata attività artistica.
Oria,infatti , è infaticabile nello sperimentare, nel ricercare supporti, spesso inusuali, su cui interviene pittoricamente: dalle tavole di legno alla seta, dal plexiglas alle lastre radiografiche, dal gesso al vetro, alla stoffa.
Questa versatilità potrebbe generare l'equivoco di separare le opere classificate come "pittura" da quelle considerate, impropriamente, come "artigianato". Come se la validità di un dipinto venisse modificata qualora fosse realizzato su vetro o su tessuto anzichè su tela o legno! In un momento storico in cui sono cadute le barriere fra materiali, stili, categorie estetiche e le "contaminazioni" fra aree espressive diverse sono una realtà ormai consolidata, diventa quanto mai artificioso mantenere separazioni fra arte ed artigianato nell'operatività artistica della stessa persona.
Come classificare una bella fotografia o un pezzo di ceramica? Arte o artigianato? In passato,poi, il problema non si poneva neppure: un artista era nel contempo pittore, decoratore, restauratore ecc. e questa pluralità non toglieva nulla alla sua abilità professionale. Neppure quando si dovevano (o si devono) fare i conti con le esigenze del committente: l'immagine risulta sempre filtrata attraverso la percezione mentale ed emozionale dell'artista.
Il discorso, semmai, potrebbe essere condotto sulla coerenza di linguaggio fra le varie opere, pur essendo anche questo concetto discutibile, perchè varie sono le esperienze, le ricerche espressive, le suggestioni, le influenze che possono incidere, con maggiore o minore forza, su un percorso artistico in continuo divenire.

La pagina pittorica di Oria Strobino si esprime (fin dalle prime esperienze) secondo un linguaggio figurativo in cui si avvertono umori che si nutrono di classicismo e, nel contempo, di tensioni e situazioni attuali.
I suoi cavalli in corsa, le nature morte, le figure umane sono realizzate con grande coerenza stilistica e con studiata cura nell'uso dei colori che oscillano fra tonalità minori ed altre, invece, vivaci e pulsanti di vita.
Le immagini paiono, talora, quasi insofferenti di essere incasellate nel territorio e nell'atmosfera di "altri tempi" per rivendicare invece la loro attualità. Ecco dunque gli angeli assumere caratteristiche terrene, poco mistiche, ecco la Madonna prediligere l'aspetto umano, come una qualunque madre.
Se Oria ha raggiunto gli esiti pittorici attuali, di sobrietà ed equilibrio compositivo, ciò si deve al suo amore per la pittura, al suo impegno continuo per raffinare la padronanza dei mezzi tecnici, alla sua curiosità intellettuale e ad un severo studio rivolto anche a celebri quadri del passato (di cui ha realizzato parecchie copie) che sono stati l' abc per la conoscenza del segno, della scansione cromatica, e della potenzialità della luce, oltre che della sapienza della pennellata e dell'armonia della struttura dell' opera.
Oggi i dipinti di questa artista (piemontese di nascita e cesenate d'adozione) nascono compiuti, definiti fin nei minimi particolari, intensi nella loro dichiarata intransigenza espressiva e nessuno di loro va considerato singolarmente perchè è proprio l'insieme che colpisce per coerenza di tecnica e di sensibilità: paiono le sequenze ben organizzate di un percorso all'apparenza sereno e di facile lettura, ma che tradisce un lavoro profondo, faticoso e tutt'altro che semplice. Questi dipinti sono, come la stesa pittrice ammette, un punto d'arrivo e di partenza e, nel contempo, l'espressione di una intensità emotiva e di una partecipazione di esiti raggiunti in modo consapevole e, perciò, senza cadute estetizzanti.
Ora dinamicissimi cavalli, ora statiche nature morte, le opere della Strobino non trascurano mai la bellezza, la poesia, la raffinatezza delle pennellate che traducono stati d'animo, ma che lasciano spiragli per allettanti sottintesi.
Ciò vale anche per la figura umana, in particolare per i ritratti che si pongono come rielaborazione mentale e critica.
Nulla sfugge all'occhio attento e vigile di Oria. Pur non negando allusioni e citazioni, Oria si raccoglie attorno ad alcuni quadri chiave che completano studi, bozzetti ed acquerelli eseguiti nell'esplorazione dello stesso argomento.
Il linguaggio figurativo rappresenta, in questo momento, l'esigenza primaria, insostituibile per intensificare quel senso di concretezza che, in lei, è sostanza del vivere e dell'agire.

                                                                                                ROSANNA RICCI